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Otto: autotrasporti e autoguida

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Cosa avranno in comune una società di autotrasporti e l’interstate statunitense? Molto, a quanto pare… Nell’articolo che segue scopriremo insieme le novità della startup californiana Otto.

“Otto sta progettando un nuovo approccio ai mezzi di trasporto moderno, a cominciare dai camion auto-guida”. Queste sono le parole che utilizza la compagnia Otto, startup californiana fondata nel Gennaio del 2016, per descrivere la sua vision. La società si occupa di creare sistemi hardware e software per la realizzazione di camion a guida autonoma.

Come funziona

I tir della compagnia Otto sono dotati di telecamere di precisione, munite di sensori, in modo tale da fornire una visuale “dall’alto” della strada. Le strade americane testate dalla tecnologia di Otto sono esclusivamente quelle interstatali (le nostre autostrade) con una percorrenza di circa 90 km/h  che sono sicuramente più frequentate dai mezzi pesanti, più “facili” da monitorare, ma allo stesso tempo anche le più pericolose in caso di incidente. Il sistema brevettato dalla startup californiana funziona come “treni virtuali dove un mezzo di testa prende la guida di tir che rimangono accodati. In seguito, in alcuni punti di sosta i convogli vengono sciolti e i singoli tir sono affidati ad autisti che guidano il veicolo in percorsi meno facili dell’autostrada fino a destinazione” (Maurizio Melis, Radio24).

E se la vostra curiosità non è ancora del tutto soddisfatta, nel link che segue è possibile osservare il self driving test di un tir di Otto: https://www.youtube.com/watch?v=bK76W1kH4jA.

Motivi del successo

Ovviamente il trasporto merci guarda con attenzione ai veicoli a guida autonoma per una serie di importanti motivi:

  1. Sicurezza: controllare un tir attraverso applicazioni tecnologiche è di gran lunga più facile che controllare un dipendente che potrebbe utilizzare un comportamento (alcool, droghe, ecc…) che potrebbe mettere a rischio molte vite;
  2. Sistema logistico: Otto sostiene che i tir a guida autonoma possono aumentare l’efficienza del sistema logistico andando ad incidere sull’aumento delle ore di uso dei mezzi, con una conseguente diminuzione dell’uso di carburante.
  3. Domanda: negli USA risulta evidente la poca domanda di lavoro per la guida dei mezzi pesanti; proprio per questo motivo potrebbe essere molto facile per Otto riuscire a vendere bene i propri tir a guida autonoma.

Tra i fattori economici rientrano ovviamente le spese sostenute dall’azienda per rendere il tir capace di guidare da solo che si attestano attorno ai 30 mila dollari.

Prospettive per il futuro

Il sistema di guida autonoma è temporaneamente utilizzato solo su autostrade e quindi su percorsi relativamente “facili” da monitorare. Tuttavia Otto ha già affermato che la tecnologia è pronta per essere testata in tutte le tipologie di strada nei prossimi 2 anni.

Oltre alle prospettive tecnologiche, non possiamo non citare quelle economiche dove già molti soggetti noti si sono mostrati interessati al progetto della startup. Otto infatti è stata acquistata da Uber per 680 milioni di dollari, dopo aver già ufficializzato una partnership con Volvo per un progetto da 300 milioni di dollari allo scopo di sviluppare un’auto con guida autonoma. Che Uber fosse interessata al mondo dei trasporti non era di certo un mistero, adesso abbiamo la conferma che Uber sia ancora più interessata ad espandersi nel settore.

 

Fonte:

  • Radio24, Trasmissione Smart City di Maurizio Melis del 31.10.2016

(link: http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/smart-city/puntate)

 

Beatrice Biasielli  Twitter_logo_blue

 

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