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Uberpop: Dalla California a Milano

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SMART MOBILE

Uberbob è la nuova applicazione mobile che permette ai cittadini di diventare tassisti anche solo per un giorno. L’idea nasce in California, grazie alla società Uber e consente a qualsiasi conducente di trasformare la propria vettura in un taxi, fornendo dietro pagamento, una nuova tipologia di trasporto privato.Il servizio Uberpop è presente a Milano, dove tramite l’app i potenziali tassisti possono candidarsi sulla base di alcuni requisiti (considerati insufficienti a rendere il servizio legale): possedere almeno 10 punti nella patente, vettura immatricolata da non più di 8 anni, fedina penale pulita e un’età non inferiore ai 21 anni. Chi ha bisogno di usufruire del servizio può mettersi in contatto sempre tramite l’app, con l’auto più vicina. Il pagamento avviene online tramite carta di credito. Dell’intero importo l’80% andrà al conducente mentre il restante 20% sarà trattenuto da Uber. Nonostante si sia stabilita la convenienza del servizio rispetto a quello fornito dai tassisti autorizzati, sono molte le polemiche che ruotano attorno a Uberpop. Il primo punto debole riguarda la sicurezza e la regolamentazione dei conducenti, considerati veri e propri tassisti abusivi data la totale assenza di controlli e vincoli, specialmente per quanto riguarda l’idoneità del mezzo. L’altra polemica è stata sollevata dai tassisti che vedono in Uberbob un avversario scorretto poiché non costretti a sottostare alle tariffe dettate dai regolamenti comunali. La questione dunque non può che sollevare alcuni interrogativi. La convenienza e l’efficienza del servizio può essere messa davanti alla sicurezza dei consumatori? Come si potrebbe regolamentare il servizio senza minare l’attività dei tassisti autorizzati? Un’eventuale applicazione delle medesime tariffe sarebbe sufficiente per poter parlare di concorrenza leale?

 Antonella Casu Twitter_logo_blue

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